PROJECTPOE - TERRA DI FATE

PROJECTPOE - TERRA DI FATE

15 Giugno 2012 – 18° edizione Festival Internazionale di Poesia, Casa Paganini, Genova.

TERRA DI FATE si basa su una poesia di E.A.Poe, Fayryland, del 1829, bruciata dal primo editore al quale fu sottoposta in quanto giudicata un nonsenso, poi pubblicata sulla Yankee and Boston Literary Gazette e definita uno “squisito nonsenso” che evidenziava la capacità di Poe di creare un linguaggio e una dimensione poetica di altissimo livello.

PROJECTPOE è un progetto sulla sinergia tra forme espressive e linguaggi differenti.
L’opera di Edgar Allan Poe è parsa territorio adatto per una ricerca che si propone di integrare in un evento performativo linguaggi diversi, in quanto è stata spesso punto di riferimento in molteplici ambiti, da quello della letteratura a quello delle arti visive, alla musica, al cinema.

La scelta è stata quella di elaborarare e presentare il lavoro alla Casa Paganini di Genova – InfoMus, centro di ricerca internazionale di incontro tra ricerca scientifica e tecnologica e ricerca e produzione artistica e culturale a cui partecipano l’Ateneo genovese, Regione Liguria, Provincia e Comune di Genova.

Tale scelta è motivata dal fatto che la realizzazione di TERRA DI FATE ha avuto alla base una sperimentazione che ha integrato musica, teatro, atri visive, con un’analisi del coivolgimento del pubblico verso una dimensione scenica aperta a prospettive e paradigmi che non sono quelli consueti.

La scelta del testo poetico di Poe per una sperimentazione performativa nei termini indicati è motivata non solo dal fatto che esso si configura come struttura ritmica e sonora, ma anche che vi si rileva una semantica del vedere e dell’ascolto nello spazio e nel tempo, in senso fisico.

Il testo viene letto da un performer, inizialmente nel modo in cui, consuetamente, un attore leggerebbe una poesia di fronte a un pubblico che ascolta. Poi, in modo inatteso, questa situazione inizia a trasformarsi: il testo letto dal vivo viene fatto reagire con interventi elaborati in tempo reale la cui natura può essere percepita dal pubblico in maniera a volte anche ambigua o misteriosa, il testo poetico progressivamente esplode, si dissolve in diversi piani e livelli espressivi.
L’azione del performer entra in relazione con gli altri elementi, testuali, visivi e sonori, permettendo a chi assiste di partecipare all’evento creativo nel tempo reale di un percepire attivo, all’interno di un dispositivo d’intepretazione aperto su diversi piani.

Non ci si trova quindi semplicemente davanti alla rappresentazione scenica di un testo poetico. Di norma il teatro fa riferimento a un testo, lo spettatore segue una narrazione, l’attore si attiene ad un personaggio.
In TERRA DI FATE il testo si evolve in immagine, a una figura si sovrappone il linguaggio delle parole e della musica.
La poesia di Edgar Allan Poe può essere percepita come fatto visivo, figura/paesaggio di parole.
Il testo scritto entra quindi a far parte di un’unità definita attraverso una poetica che fa nascere la tensione espressiva dalle relazioni tra elementi diversi: immagini, suono, oggetti e persone, acquistando una nuova valenza drammaturgica, scenica e visiva.

TERRA DI FATE è stato realizzato con il progetto drammaturgico e la regia di Attilio Caffarena; il progetto visivo e scenografico sono di Riccardo Dapelo e Attilio Caffarena, il progetto sonoro di Giacomo Lepri e Riccardo Dapelo. Il lavoro del performer è stato affidato ad Andrea Nicolini, l’elaborazione Live Audio a
Giacomo Lepri e quella Live Video a Riccardo Dapelo.

Articolo di Ferninando Bonora su OLINEWS

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