il mio esordio

Dopo un intenso e lungo lavoro di lettura e valutazione, il team del Festival Internazionale di Poesia di Genova ha selezionato le migliori dieci opere in versi del 2011. Il compito più arduo è stato proprio scegliere la decina migliore, tra le altre opere semifinaliste tanti libri di ottimo livello che potevano ambire a passare il turno. La valutazione ha tenuto conto delle opere nella sua interezza e più in generale del valore poetico dell'autore. Scuola Holden e il Festival Internazionale di Poesia sceglieranno a chi assegnare il Premio della Critica, mentre saranno i lettori a decidere chi sarà il vincitore del Premio community ilmiolibro.it. Il sondaggio è già online. Ma ecco le opere finaliste:
Anima mia di Noela Firmian L'acqua saliente di Marco Spinicci L'amore è una macchina di tortura di Renato Maralfa La stanza dello scirocco di Paolo Rizzante Lei sa chi sono io ma io non so chi è lei di Ernesto Ponziani Le nozze della vaniglia di Maurizio Paganelli Mondi svegliati di notte di Fiorenzo Mascagna Orazioni incivili di Matteo Re Preghiere a mano armata di Antonello Cassano Raccolti di Laura Carnemolla
Ecco il link al pezzo http://temi.repubblica.it/ilmiolibro-holden/ilmioesordio-poesia-finalisti/
Ecco il link per votare le poesie più belle http://temi.repubblica.it/ilmiolibro-sondaggio/?pollId=2924
Tabula rasa.
Tabula rasa.
Hanno fatto tabula rasa. E non si fermano. L'esercito d'ombra degli ignoranti e fieri di esserlo, dei ministri della cultura evanescenti, dei consulenti dalle idee devastanti, degli intellettuali da talk show, dei rintronati da happy hour, degli analfabeti di ritorno, degli ossessionati dal politically correct, degli assetati di potere, dei frustrati incattiviti, ha fatto tabula rasa, riempiendo di sabbia gli ingranaggi mentali ed emotivi di moltitudini di persone. Certo è che al brodo di coltura ottimale per rafforzare e propagare questi virus ci si arriva anche tagliando le spese per la cultura dell'80% mentre Germania e molti altri Paesi europei le aumentano fino al 10%.
C'era qualcuno che quando sentiva la parola "cultura" metteva mano alla pistola. Ora siamo attorniati da persone che quando la sentono sparano direttamente.
Siamo a un bivio: o alziamo le mani e ci arrendiamo e magari emigriamo in qualche Paese per poter continuare a produrre e divulgare arte e cultura, oppure restiamo qui mantenendo la posizione pensando che "ha da passa' 'a nuttata" e non può andare peggio di così. Solo che questo lo si diceva anche gli anni scorsi...
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IL PROGETTO S-VOLTA CELESTE AL 17° FESTIVAL INTERNAZIONALE DI POESIA
IL PROGETTO S-VOLTA CELESTE AL 17° FESTIVAL INTERNAZIONALE DI POESIA
Nell'ambito del 17° Festival Internazionale di Poesia, che avrà luogo a Genova dal 9 al 19 giugno, saranno consegnate le stelle di S-Volta Celeste a poeti e artisti provenienti da tutto il mondo.
S-Volta Celeste è un progetto dell’artista Valter Boj, realizzato nell’arco di tre anni con la produzione di 150.000 stelle eseguite in argilla e dipinte in ossido di cobalto. Ognuna di esse è opera unica dell’artista.
Sono coinvolti nel progetto l’artista-poeta Claudio Pozzani, il maestro Gian Piero Reverberi e l’artista poeta-performance americano John Giorno (http://www.johngiorno.com).
Il progetto è internazionale con installazioni poesie dipinti musica che ha visto i 4 artisti impegnati per un percorso di 4 anni nelle città più importanti del mondo.
Le stelle, pezzi unici e con ben tre cotture, verranno consegnate a Samba Diabare Samb, ultimo esponente vivente dei griots e più grande poeta e cantante senegalese e nominato dall''Unesco "Tesoro culturale vivente", e inoltre, fra gli altri, a Sebastian 23 (Germania), Simona Popescu (Romania), Nicola Frangione (Italia) e Seher Cakir (Turchia/Austria), Nikola Madzirov (Macedonia), Maite Dono (Spagna), Lone Horslev (Danimarca), Fassli Haliti (Albania), Stephan Wieszner (Germania), William Wall (Irlanda), Claude Helft (Francia), Gabriella Sica (Italia), Johanna Vehno (Finlandia), Kevin Craft (USA) e Nicole Renaud (Francia).
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SUONA LA POESIA a SUPERSOUND
EDIZIONE 2011 IN OCCASIONE DELLA NOTTE LIGHT DEL MEI SABATO 24 SETTEMBRE, ore 21, Galleria della Molinella, Faenza
Il premio 2011 a Patrizia Cirulli, Giorgio Macellari e Marcabru apre l’appuntamento “la mia Waterloo ventricolare” di Roberto Di Egidio.
Il Festival Internazionale di Poesia di Genova e il MEI - Meeting degli Indipendenti di Faenza hanno indetto per il quarto anno un bando di concorso dal titolo "Suona la poesia", dedicato a tutti gli artisti singoli e gruppi musicali italiani. Lo scopo del concorso è quello di spingere a esplicitare con il pentagramma la musicalità innata dei testi poetici, che li rende diversi da ogni altro genere di scrittura. La giuria, presieduta da Claudio Pozzani, Direttore del Festival Internazionale di Poesia di Genova e Giordano Sangiorgi, Patron del M.E.I. ha decretato i vincitori di questa quarta edizione di Suona La Poesia:
- Patrizia Cirulli - 'Forse il cuore' di Salvatore Quasimodo
- Giorgio Macellari ' If you were coming in the fall' di E. Dickinson
- Marcabru 'Bon Conseil aux Amants' di Victor Hugo
La motivazione per il primo premio è: 'Per aver dato vita a una canzone di grande efficacia e classe, sia nell'interpretazione che negli arrangiamenti, rispettando fedelmente il testo di Salvatore Quasimodo e proponendone una lettura moderna che ne esalta l'attualità e la bellezza poetica.'
Le premiazioni del concorso si svolgeranno Sabato 24 Settembre in occasione della Notte Bianca di Supersound nella Galleria della Molinella alle ore 21.00
In apertura Suona la Poesia ospiterà la presentazione del libro di poesie di Roberto Di Egidio “La mia Waterloo ventricolare” (Neo Edizioni). L’autore, musicista e poeta, presenterà il suo lavoro introdotto dalla giornalista Sara Sanzi di Web Radio Rai. Un lavoro, quello di Di Egidio che nasce dal basso, dalla strada, da un angolo del letto o dallo schermo della tv, dalla quotidianità vissuta con sorpresa e curiosità, con una leggerezza che scandaglia e sonda quella dimensione liquida che si cela sotto ogni superficie. Una poesia da portarsi sempre dietro. Come fosse un indumento intimo. O un profumo. Un musicista che ha scritto poesie ospite a Supersound per introdurre musicisti che hanno musicato poesie
Lettera aperta per tutti quelli che amano la poesia
Noi siamo poeti provenienti da diversi Paesi del mondo, e partecipiamo a questo grande Festival che esiste e tiene duro da sedici anni, nonostante tutti i cataclismi politici ed economici.
Questo Festival è miracolosamente sopravvissuto per merito del poeta genovese Claudio Pozzani e del suo staff, capitano di questa barca carica di tanti valori spirituali senza i quali la parola “umanità” perderebbe il suo valore.
Questo Festival è una barricata di libri sul campo di battaglia della coscienza contro il cinismo, la volgarità e la peggiore censura dell'indifferenza.
Noi difendiamo categoricamente questa barca creativa insieme al suo capitano e promettiamo di spiegare le vele soffiando con le nostre voci poetiche e i nostri fraterni respiri.
Genova deve essere orgogliosa di avere questo Festival, un'oasi artisticamente poderosa e irresistibilmente educativa così importante per gli orizzonti spirituali e creativi dell'Italia e del mondo intero.
Evgenij Evtushenko
Mille e una italia
Un viaggio nell’Italia dei dialetti
Quanti sono i dialetti italiani? Ottomila, quanti i comuni d’Italia? Venti, quante le regioni?
Nessuno può dirlo. Una cosa è certa, la carta dei dialetti italiani non coincide, o coincide solo in parte, con quella politica e amministrativa. E i confini tra un dialetto e l’altro non sono che linee ideali che uniscono fenomeni linguistici simili. Così, si può parlare di una classificazione in cinque grandi famiglie: i dialetti settentrionali (a loro volta suddivisi in dialetti nordoccidentali e veneti); i dialetti centro-meridionali (con tre sottofamiglie, mediana, intermedia, estrema); i dialetti toscani (da cui ha avuto origine la lingua nazionale); il sardo e il ladino (che hanno una loro spiccata identità linguistica); per non dire delle numerose minoranze etnolinguistiche. Una maggioranza di minoranze, si è detto. Un patrimonio probabilmente unico nel mondo occidentale: da difendere, ma anche da rilanciare e da rivitalizzare, come stanno facendo in questi ultimi anni tanti poeti, tanti personaggi dello spettacolo, tanti gruppi giovanili da Nord a Sud. E più si diffonde, come è giusto, l’italiano, più si guarda al dialetto non come limite, ma come una risorsa in più da spendere nel mondo globale e multiculturale.
Con la partecipazione tra gli altri di Matteo Merli, di Luca Morino dei Mau-Mau, di Mauro Ermanno Giovanardi, ex dei La Crus, della poetessa di Sirmione Franca Grisoni, del gruppo di pizzica Antidotum Tarantulae e di ospiti a sorpresa, vuol essere un viaggio-spettacolo nell’Italia dei dialetti, un caleidoscopio colorato attraverso il quale rendersi conto della varietà linguistica del nostro paese; vuol presentare un campione, parzialissimo, di questa realtà multiforme; vuol fare ascoltare i suoni dell’Italia linguistica, attraverso la poesia, il racconto, il canto, la musica. E soprattutto far capire che dialetto e lingua non sono fenomeni contrapposti; che la molteplicità, la varietà, la vitalità dei dialetti italiani sono non soltanto l’altra faccia, ma una parte integrante della storia dell’Italia unita.
Lorenzo Coveri
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